E alcune delle foto più vere e belle, come questa:
Forse, la sua scomparsa mi ha colpito tanto perché non ha fatto alcun rumore. C'è stato solo silenzio.
Infatti il commento più presente tra i conoscenti di FB che ho informato è stato: "Adesso ho capito perché non leggevo più suoi aggiornamenti/non ho ricevuto i suoi auguri a Natale/compleanno".
Davvero? Davvero una persona si può ridurre solo a questo per gli altri?
Se 'gli altri' sono unicamente 'amici social', che veri amici non sono, purtroppo sì. Eccome.
In questo mondo iperconnesso, quando sparisci dalle pagine online, la gente scrolla altrove, cercando altro/altri di cui leggere i fatti, con un voyeurismo, misto a superficialità che mi da la nausea.
E mi ci metto dentro anche io, la cui unica scusante, se così si può dire, è che da più di un anno la mia vita è ridotta a pc, iphone e casa.
Sono disabile in carrozzina, non autosufficiente, e non ho più nessun amico stabile che si 'sobbarchi' l'onore di portarmi a qualche evento: quindi niente più cosplay e niente più stand letterari.
Se, e quando, mi incontrate dal vivo è perché qualcuno è 'sbucato dal cilindro' per accompagnarmi, ma è un avvenimento raro quanto il passaggio di una cometa. Anche se molto più imprevedibile temporalmente.
Siamo solo Betty, io e due cani.
Ho la patente, ma per precauzione non guido in autostrada e, con due cani a casa, Betty può venire con me, ad accompagnarmi, solo se l'impegno è vicino casa e non occupa più di qualche ora.
Per il resto... non facciamo rumore. Non diamo fastidio.
Fortunatamente, lui, invece, aveva una vita reale, disconnesso e fuori dai social, colorata, variegata e piena di amici, di luoghi, di eventi, di viaggi (come dimostrano le sue splendide foto).
Io no, purtroppo.
Per i dieci anni in cui ci siamo incrociati e mi ha fotografato sì, ma ora non più.
E, trovo sia poetico, malinconicamente poetico, che il suo ultimo scatto a me (risalente al 2023) sia di una Alex in borghese, sorridente, a un'evento:
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